Mercoledì 13 Novembre 2019
sabaka

FOLKLORE CUBANO SOTTO LA MADONNINA

Stampa PDF

arci_milano_carnevaleAl Carnevale Ambrosiano una panoramica di danze tradizionali della perla dei Caraibi

di Kiara Magalli

Sono stelle cubane quelle che brillano dal palco principale del carnevale Ambrosiano appena concluso. Sabato 25 Febbraio, in occasione della cerimonia di chiusura del carnevale milanese, sei ballerini professionisti accompagnati da famosi musicisti hanno presentato al pubblico di piazza Duomo uno spettacolo in omaggio alla propria cultura.
Nel tradizionale appuntamento del carnevale, quest’anno ribattezzato anche “Carnevale dei popoli” per le sue caratteristiche multietniche,  ... (continua) ...

...

si sono susseguite esibizioni, concerti ed iniziative di artisti di tutto il mondo in ben 6 piazze centrali. In piazza Duomo il sipario si è aperto nel primo pomeriggio con un’assaggio di Capoeira d’Angola e qui sono prima sfilati e poi confluiti i carri allegorici partiti da vari punti della città, accompagnati dalle maschere locali Meneghin & Cecca nonché Renzo & Lucia.

arci_milano_carnevale_1Alle ore 20 in punto un’esplosione di musica latina dal vivo ha investito il pubblico in fermento, composto da spettatori giovani e adulti, italiani e stranieri, tutti uniti nei festeggiamenti e dalla giornata dedicata all’intercultura. Con travolgenti canzoni i musicisti ed i cantanti, tutte vecchie conoscenze del circolo Arci di Nova Milanese, hanno scaldato gli spettatori. Le voci della Familia Loca – Eduardo Cespedes e Virginia Quesada - e Madelin Alfonso, accompagnate dal ritmo del percussionista El Chato Rebatta e dal sax di Ernesto Varona, hanno offerto canzoni tradizionali come Guantanamera, vero cavallo di battaglia della musica cubana, arrivando al moderno successo “Se acabó la malanga”, singolo esplosivo della Familia Loca di recente produzione.

Nel chiudere la prima parte dell’intrattenimento musicale i riflettori si sono abbassati per accogliere i ballerini. Con una coreografia congiunta, sul palco sono saliti maestri di danza di fama mondiale, interpretando alcuni dei Santi del Pantheon Yoruba. Nell’isola di Cuba, la cultura e la religione Afro Yoruba sono tutt’ora di grande importanza. Importate dalla Nigeria nell’era dello schiavismo e delle deportazioni, le tradizioni e le credenze africane si sono mescolate a quelle cristiane degli spagnoli, ex colonizzatori della zona, ed hanno dato vita ad un sincretismo culturale prezioso ed affascinante. I Santi Yoruba hanno tutti un corrispondente tra i Santi cattolici, stratagemma escogitato dagli schiavi per non incorrere nel rischio di punizioni da parte dei loro padroni nel caso avessero scoperto la loro persistente devozione alla religione materna, ma sono tutti legati a forze naturali e manifestazioni del creato. I protagonisti di questo spettacolo ipnotizzante sono Hanoi Lopez, danzando per Ochún, dea della bellezza e delle acque dolci, vestita di giallo oro come l’elemento che la rappresenta; Rayda Salas ballando per Yemayá, madre di tutti i Santi e signora del mare, vestita di blu e bianco come i colori suo movimento ondoso; Niovis Soto ha ballato per Oyá, padrona del vento e di quei cambiamenti tumultuosi come terremoti ed uragani, indossando un vestito che include tutti i colori, tranne il nero. Dawes Figueroa ha indossato il costume nero e rosso di Elegguá, il dio bambino che apre e chiude il cammino, calcando il palco per primo per fare strada agli altri Orishas (Santi) come vuole la tradizione; Oreste Sanchez, con il costume bianco, ha danzato per Obatalá, creatore della terra e divinità della pace per eccellenza; Leonardo Martinez ha ballato per Changó, dio della virilità, signore della guerra, del tuono e delle percussioni. Il tutto accompagnato da musica e percussioni dal vivo che hanno trasportato gli spettatori direttamente all’Havana, grazie anche alla giornata con temperatura più primaverile che invernale.

Nella seconda parte dello spettacolo i protagonisti hanno indossato i costumi tradizionali della rumba cubana, ballo nato dalla fusione dei ritmi delle percussioni africane con la rumba flamenca spagnola. Ecco allora le donne sfilare con sinuosi movimenti avvolte in gonne di tessuto splendente, seguite dagli uomini che si sfidano in consuete gare di virilità proprie di questa danza, il cui scopo è il corteggiamento della dama. La conquista della propria coppia di ballo attraverso movimenti specifici dell’uomo dà vita ad un gioco di sguardi e movenze accattivante che cattura l’attenzione anche dello spettatore meno consapevole.

Per chiudere la panoramica delle principali danze cubane abbiamo ascoltato un bellissimo Chan Chan, son interpretato dalle splendide voci di Madelin, Virginia ed Eduardo. La clave del son che batte forte nel cuore dei corsisti dell’arci di Nova Milanese, ulteriore evoluzione della musica cubana è l’anello di congiunzione tra i ritmi antichi e quelli moderni come la Salsa, proposta al finale dagli allievi delle scuole Cubabaila e Tropicana.

In un’ora di spettacolo sulla piazza più importante e famosa di Milano, i maestri hanno dato il meglio di sé, chiamati all’appello dall’organizzazione di Maykel Fonts, per tenere alto il nome di Cuba in questo carnevale milanese multietnico. Non si può pensare ad un paese più multi-culturale dell’isola caraibica, in cui nel corso dei secoli sono confluite culture di ogni angolo della terra e dove siamo stati catapultati anche noi nell’assistere a questa coinvolgente rappresentazione, prima di scorgere e riconoscere, al termine dello show, la Madonnina che ci sovrasta dalla punta del Duomo.

K. Magall